Per le struttur ricettive, la TARI è dovuta anche per i depositi


Vanno assoggettati alla TARI (tassa relativa alla gestione dei rifiuti in Italia) anche i magazzini destinati al ricovero dei beni strumentali o delle scorte da impiegare nella produzione o nello scambio, che concorrano all’esercizio dell’impresa, e vanno conseguentemente riguardati come aree operative idonee a produrre rifiuti, al pari degli stabilimenti o dei locali destinati alla vendita (Corte di cassazione – sentenza 23 giugno 2020, n. 12301).

A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione, ribadendo che è la destinazione funzionale alle attività alberghiera ad incidere sull’applicabilità della TARI, anche con tariffa meno onerosa, sui locali destinati a deposito.


Sono assoggettati all’imposta i magazzini destinati al ricovero dei beni strumentali o delle scorte da impiegare nella produzione o nello scambio, che concorrano all’esercizio dell’impresa, e vanno conseguentemente riguardati come aree operative idonee a produrre rifiuti, al pari degli stabilimenti o dei locali destinati alla vendita, con la conseguenza che spetta al contribuente l’onere della prova dell’esistenza delle condizioni per le quali determinate superfici avrebbero diritto ad una riduzione dell’imposizione.


Infatti, il contribuente ha l’onere di dimostrare che, in relazione all’anno di imposizione, la specifica destinazione aziendale impressa ai depositi comporti una capacità produttiva di rifiuti, diversa (e minore) rispetto alle altre aree operative occupate dalla azienda alberghiera.


In tal caso, spetterebbe l’applicazione della tariffa meno onerosa con puntuale e congruo riferimento alle categorie o sottocategorie della normativa secondaria deliberata dall’Ente impositore